L’ecorobotica marina di Spoke 3 in azione grazie a NEPTUNE™: il racconto della seconda missione nell’Area Marina Protetta di Portofino


Il 20 febbraio, il progetto NEPTUNE™, ha realizzato un importante avanzamento di progetto, grazie alla “seconda missione” in Liguria, dopo una prima missione dell’estate 2024 in Sicilia.
Lo scopo dell’attività è stato quello di acquisire dati marini, video e foto, testando l’efficacia della strumentazione sviluppata nell’ambito dell’ecorobotica marina.
La strumentazione utilizzata nelle esplorazioni subacquee è stata interamente prodotta da Ubica srl e dai suoi collaboratori, con l’intento di generare apparecchiature la basso costo, per il monitoraggio ambientale marino, che restituiscano risultati ad elevata risoluzione.
La sperimentazione non solo ha consentito l’acquisizione di dati ambientali marini e immagini, ma anche l’integrazione in diretta con la piattaforma AIoT per lo U-EaaS (Underwater Equipment as a Service) NEPTUNE™, realizzata da MYWAI, sia a bordo nave, sia poi in fase di post acquisizione in laboratorio.
Nello specifico, l’attività si è svolta presso la Secca dell’Isuela, nell’Area Marina Protetta di Portofino, tra i 30 e i 45 m di profondità, in cui è presente una densa foresta di gorgonie, costituita prevalentemente dalle specie Paramuricea clavata ed Eunicella cavolini.
Come ha spiegato la biologa marina della squadra di UBICA, Ilaria Rossodivita, le gorgonie: “(…) sono una sorta di coralli, che donano un’elevata biodiversità all’ambiente e sono molto caratteristiche dell’area mediterranea”.
Durante l’attività in campo sono stati testati il ROV (Remote Operated Vehicle) equipaggiato con fotocamera full-frame a risoluzione 6K, e sonda multiparametrica, con i sensori per le variabili ambientali: temperatura, salinità, pH, ossigeno disciolto e clorofilla A (concentrazione di microalghe).
Il ROV si è mosso lungo un percorso definito prima della fase di immersione e il suo spostamento è stato monitorato dagli operatori a bordo nella nave.
I rilievi sono stati georeferenziati mediante utilizzo di sistema USBL per il posizionamento acustico subacqueo. I dati video e dei parametri ambientali sono stati sincronizzati tramite orologio satellitare insieme a quelli di posizione del veicolo durante le operazioni e inviati in streaming al server ricevente su piattaforma U-EaaS NEPTUNE.
Come prossimo passo di questa seconda missione, i video e i dati registrati saranno rielaborati dal software del partner capofila MYWAI, per generare una ricostruzione 5D del fondale.
Si parte dal formato 3D ambientale, per poi produrre un modello 4D dei dati, su base spaziale e temporale dell’andamento dei parametri ambientali, e infine si aggiunge una integrazione opzionale 5D, con le informazioni semantiche associate alla ricostruzione.
Il responsabile tecnico scientifico del progetto, Fabrizio Cardinali (MYWAI, Spoke 3), ha così commentato, a conclusione della giornata: “le prossime fasi di NEPTUNE™ prevedono delle perlustrazioni in Sicilia, a Lipari, di relitti archeologici e strutture aziendali. Il progetto sta riscuotendo un grande interesse sia a livello scientifico che a livello di mercato”.
NEPTUNE™, coordinato dalla start up ligure MYWAI, è uno dei vincitori del bando a cascata per progetti di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale nei domini dell’Intelligenza Artificiale e della Robotica dello Spoke 5 di RAISE ed è affiliato allo Spoke 3, il cui obiettivo è la protezione e cura dell’ambiente grazie all’ecorobotica.